Tra qualche ora inizia il Tour Bike della Transumanza. Ho pensato di prendere nota di alcune sensazioni che mi passano per la mente, vorrei provare a rileggerle ed a rifletterci su, quando questo momento sarà passato.
Intanto inauguro un nuovo tag per il mio blog, "I diari della bicicletta". Spero di avere il tempo per pubblicare, di tanto in tanto, gli appunti di viaggio di qualche bel giro... Soprattutto, di avere la possibilità di farne qualcuno... Beh, adesso parto per il tour bike, mi sembra un buon inizio :-)
Dicevo: tra qualche ora inizia il Tour Bike 2009.
Ho scoperto dell'esistenza del tour bike nel mese di Gennaio 2009, per caso. Da allora, tutto il tempo libero è stato "sacrificato" per cercare di contribuire all'organizzazione di questo evento. Sono stati otto mesi di fuoco, interminabili; eppure, in questo momento mi sembra che siano trascorsi in un soffio. Otto mesi passati a girare prima con la macchina, lungo tratturi pieni di fango; poi, con la bicicletta (sempre in mezzo al fango); ad editare tracce; a ricalcare immagini satellitari di Yahoo! Spero di non aver deluso la fiducia che mi è stata concessa.
La mappa ed il profilo altimetrico sono stati pubblicati, ma in ritardo. Mi ero ripromesso di terminarli entro il mese di Maggio ed invece ho "finito" alla fine di Giugno. Purtroppo è anche sfumata l'occasione di stampare la mappa, per motivi di budget...
Nel frattempo ci sono state obiezioni all'inserimento del percorso, nel database di Openstreetmap, come route=cycleway. Alla fine ammetto che le obiezioni fossero pertinenti, però mi ha dato un pò fastidio il modo con cui sono stato attaccato. Vatti a fidare! :-) La relazione l'ho cancellata, seppure mi sia stato fatto intendere che sarebbe stata "tollerata" vista l'urgenza ed in attesa di decisioni ufficiali. Non voglio nè regali, nè favori.
E poi c'e' la storia del MTB Mapping tour: nessuno m'ha cagato di striscio! E va bene, parteciperò da solo, magari è la volta buona che salta fuori qualcuno che mi da una mano.
Comunque: oggi ho fatto l'ultimo giro in bicicletta, prima della partenza. Era da qualche giorno che non uscivo, un pò per pigrizia, un pò per scaramanzia: avevo paura che succedesse qualcosa a me, o alla bici, che mi impedisse di partecipare.
Dopo qualche pedalata, mi sono reso conto che c'era qualcosa che non andava nella ruota anteriore. Non mi rendevo bene conto, mi sembrava che la ruota "svirgolasse" su un lato. come una specie di scarroccio. E ti pareva!
C'era il pattino del freno anteriore che toccava al cerchio... Strano, non ha preso colpi ed il cerchio non mi è sembrato storto. L'ho staccato (dopo aver tentato inutilmente di registrarlo), domani prima della partenza chiederò a qualcuno di dargli un'occhiata. Alla fine sono stato persino contento di constatare che la sensazione di avanzare a fatica non dipendeva dalla mia forma fisica, ma dal freno... :-)
Domani si inizia. Domani.
martedì 4 agosto 2009
venerdì 5 giugno 2009
Che cos'e' piu' importante?
Mia figlia, quella piu' grande, ha 7 anni, ed inizia a fare domande complicate.
Qualche giorno fa mi ha posto una domanda che credo di non poter dimenticare:
Che cos'e' piu' importante? La bicicletta oppure le persone?Da quando esco per andare a pedalare, effettivamente le sto un po' trascurando. Io sono riuscito a darle una risposta, e penso di essere stato convincente perche' la cosa non e' andata oltre. Pero' mi ha davvero colpito, e sono due settimane che ci ripenso. Mi dispiace moltissimo che un momento cosi' intenso della nostra relazione sara' dimenticato da lei, prima o poi, se non e' gia' avvenuto. Affido pertanto queste parole alla Rete. Se e' vero che "non dimentica", spero che mia figlia un giorno le trovi e ripensi al nostro pomeriggio del 23 maggio 2009, che per lei sara' un ricordo di tanti anni fa...
Cara Elisa, Ti ho detto che sono piu' importanti le persone, e questa e' la realta'. Indiscutibile. Ho detto che anche tuo padre e' una persona, quindi anche papa' e' importante. Se passo qualche ora alla settimana da solo, in bicicletta oppure al computer, non significa che non vi voglio bene. Le persone hanno bisogno di trovare un proprio spazio nel quale chiudersi, ogni tanto. Gli serve per riflettere, per fare progetti, per ricordare. Io questo spazio l'ho trovato sulla strada, mentre pedalo. E' diventata una ossessione, vorrei esplorare tutte le strade che incrocio, per scoprire dove portano, quali storie raccontano, quanti misteri nascondono. Ad ogni incrocio, le strade si sommano alle strade e questa ossessione cresce all'infinito, inarrestabile. E' come una palla di gomma: tutte le volte che tu riesci a metterla sott'acqua, lei torna a galla e salta piu' in alto di prima. Poi c'e' un altro aspetto. Hai visto quanto ti piace disegnare, colorare, fare un lavoretto con i ritagli di giornale? Tu li prepari ogni giorno e li offri alle persone care. E' bello perche' mentre tu disegni, oppure colori, stai gia' pensando al momento in cui porgerai il dono, ed alla gioia che porterai a me, o a tua madre, o alla tua maestra. Mentre disegni fai progetti con la tua mente, pensi a noi. Mentre disegni pensi a noi. E' bellissimo sapere di essere nei pensieri di un'altra persona. Io faccio la stessa cosa, ma uso la bicicletta. Pedalo, e spesso penso a voi. Penso a quanto sarebbe bello, quando sarete cresciute tu e tua sorella, portarvi con me e insegnarvi tutte le strade che conosco, i nomi dei luoghi, dei monti, dei corsi d'acqua. Vorrei farvi vedere quanto sono belli, certi paesaggi! Tutte le volte che ne scopro uno, lo marco con il GPS e penso che un giorno ci vorrei tornare con voi. Un giorno lo faro', anzi lo faremo assieme. Dobbiamo solo avere pazienza. Ho gia' cercato di coinvolgerti in questa mia passione, ma per il momento non ci sono riuscito. Ho capito che non riesco a farti fare le cose per forza, se a te non piacciono. Hai la testa dura, chissa' da chi hai preso! Ma voglio riprovarci, ogni tanto, senza insistere. Hai solo sette anni, ed io spero di avere ancora tanto tempo da trascorrere assieme a te. Nel frattempo, voglio essere piu' presente. Troviamo un interesse comune, mi piace stare con te. Sono sicuro che possiamo riuscirci. Ciao Papa'
sabato 16 maggio 2009
A caccia di un ponte
Oggi siamo a andati a caccia...
Cercavamo un ponte per attraversare il fiume Fortore, sul vecchio tratturo Celano-Foggia.
L'idea era quella di togliere un tratto di asfalto alla prima tappa del Tour Bike della Transumanza, ed aggiungere un tratto di sterrato. Purtroppo, dopo qualche chilometro, abbiamo dovuto abbandonare l'idea.


Il percorso sterrato che scende da Pozzo Cappellaccio fino al Fortore e' veramente impegnativo. Si tratta di quattro chilometri di fango, rocce e spine. Il tempo, l'incuria e le piogge hanno devastato quella strada, che si snoda su un terreno argilloso nel quale le acque hanno scavato profondi canali. La vegetazione, poi, per uno strano scherzo del destino e' costituita prevalentemente da cardi, che crescono anche sulla strada lasciando libere soltanto le due ferite dei mezzi agricoli sul tratturo. Passare in mezzo a queste piante si e' rivelata un'esperienza molto... pungente!
Nel mio caso, un paio di cadute veramente rovinose mi hanno fatto comprendere che d'ora in poi occorrera' fare attenzione. Giunti con fatica al fiume, eravamo gia' dell'opinione che fosse inopportuno far passare su quel tratturo un gruppo di cento bikers. A convincerci definitivamente e' stato un contadino, che ci ha ragguagliati sulla situazione:
Cercavamo un ponte per attraversare il fiume Fortore, sul vecchio tratturo Celano-Foggia.
L'idea era quella di togliere un tratto di asfalto alla prima tappa del Tour Bike della Transumanza, ed aggiungere un tratto di sterrato. Purtroppo, dopo qualche chilometro, abbiamo dovuto abbandonare l'idea.

Il percorso sterrato che scende da Pozzo Cappellaccio fino al Fortore e' veramente impegnativo. Si tratta di quattro chilometri di fango, rocce e spine. Il tempo, l'incuria e le piogge hanno devastato quella strada, che si snoda su un terreno argilloso nel quale le acque hanno scavato profondi canali. La vegetazione, poi, per uno strano scherzo del destino e' costituita prevalentemente da cardi, che crescono anche sulla strada lasciando libere soltanto le due ferite dei mezzi agricoli sul tratturo. Passare in mezzo a queste piante si e' rivelata un'esperienza molto... pungente!

Nel mio caso, un paio di cadute veramente rovinose mi hanno fatto comprendere che d'ora in poi occorrera' fare attenzione. Giunti con fatica al fiume, eravamo gia' dell'opinione che fosse inopportuno far passare su quel tratturo un gruppo di cento bikers. A convincerci definitivamente e' stato un contadino, che ci ha ragguagliati sulla situazione: - non c'e' nessun ponte; suo nonno gli raccontava che c'era un ponte di fortuna, gestito da un anziano del posto (parliamo di 90-100 anni fa) che faceva attraversare il fiume su delle tavole di legno appoggiate sulle pile di un ponte crollato (la zona infatti e' chiamata "Ponte rotto");
- d'estate si puo' guadare, ma oggi sarebbe stato troppo pericoloso (piena appena passata, sponde e letto del fiume argillosi, probabilita' di sprofondare nelle sabbie mobili);
- il tratturo dall'altra parte del fiume e' peggiore di quello percorso finora (incredibile).
Salutato il contadino ed il suo trattore, del quale avrei sentito la mancanza poco dopo, abbiamo girato le bici e siamo tornati al punto di partenza, quasi tutta salita, non senza fatica. Il tour bike si fara', ma il primo tratto seguira' strade asfaltate. Purtroppo.
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giovedì 14 maggio 2009
Viaggiare a piedi, nel XXI secolo
Ad un certo punto ho chiesto a Sam: "Perche' uno sceglie di viaggiare a piedi, nel XXI secolo?". Io avevo gia' una mezza idea, volevo scoprire se corrispondeva a quella del mio amico australiano...
Sam e' australiano, trapiantato a Milano. Parla perfettamente in italiano, ha studiato qui ed ora e' avvocato. Ha sposato Elina, che e' finlandese, e si e' appena laureata in Scienze politiche. Ovviamente anche lei parla un italiano pressoche' perfetto, forse con una leggera cadenza romana (? ?). Carl, che e' rimasto in albergo perche' molto affaticato, e' svizzero. Di lui so soltanto che e' quello piu' alto del gruppo e che mangerebbe persino una piastrella.
Eric invece e' un giornalista americano, scrive su riviste importanti e nel tempo libero fa dei trekking da paura. Alcuni anni fa ha attraversato l'Italia da nord a Roma, lungo la Via Francigena. Adesso lui ed i suoi tre compagni di viaggio stanno andando a piedi da Roma ad Otranto, scegliendosi la strada giorno per giorno, senza un vero e proprio itinerario predefinito.
Mentre aspettiamo il cameriere, guardiamo la mappa sul mio notebook, fanno il programma della tappa di domani. Qualche telefonata per cercare un albergo... forse e' tutto risolto.
La conversazione scorre veloce, e spazia tra mille argomenti: le mie amate mappe, i tanti posti che loro hanno visto, come raggiungere la prossima destinazione, la transumanza, l'idrometano ed altre amenita'. Agli altri avventori la nostra conversazione deve essere sembrata quantomeno bizzarra!
Mi rendo conto che ho monopolizzato la parola... il solito italiano logorroico e gesticolante. Chiedo scusa, e faccio per alzarmi e pagare il conto, ma e' troppo tardi. Eric mi ha anticipato.
Un'ultima foto davanti alla pianta della citta', poi ci salutiamo. Mi dicono "Alla prossima!" come se ormai avessero gia' in programma un'altra passeggiata... chissa'! E' gia' tardi e domani devono fare un'altro pezzo di strada.
Ma perche' uno sceglie di viaggiare a piedi, nel XXI secolo?
Per mettersi alla prova?
Per avere piu' tempo per se' stesso?
Per scoprire posti altrimenti mai immaginati?
Per viaggiare in armonia con l'ambiente?
Per aver poterlo raccontare, un giorno, ai propri figli?
Sam mi risponde garbatamente:
Saluti da Cerignola!
Sam e' australiano, trapiantato a Milano. Parla perfettamente in italiano, ha studiato qui ed ora e' avvocato. Ha sposato Elina, che e' finlandese, e si e' appena laureata in Scienze politiche. Ovviamente anche lei parla un italiano pressoche' perfetto, forse con una leggera cadenza romana (? ?). Carl, che e' rimasto in albergo perche' molto affaticato, e' svizzero. Di lui so soltanto che e' quello piu' alto del gruppo e che mangerebbe persino una piastrella.
Eric invece e' un giornalista americano, scrive su riviste importanti e nel tempo libero fa dei trekking da paura. Alcuni anni fa ha attraversato l'Italia da nord a Roma, lungo la Via Francigena. Adesso lui ed i suoi tre compagni di viaggio stanno andando a piedi da Roma ad Otranto, scegliendosi la strada giorno per giorno, senza un vero e proprio itinerario predefinito.
Mentre aspettiamo il cameriere, guardiamo la mappa sul mio notebook, fanno il programma della tappa di domani. Qualche telefonata per cercare un albergo... forse e' tutto risolto.
La conversazione scorre veloce, e spazia tra mille argomenti: le mie amate mappe, i tanti posti che loro hanno visto, come raggiungere la prossima destinazione, la transumanza, l'idrometano ed altre amenita'. Agli altri avventori la nostra conversazione deve essere sembrata quantomeno bizzarra!
Mi rendo conto che ho monopolizzato la parola... il solito italiano logorroico e gesticolante. Chiedo scusa, e faccio per alzarmi e pagare il conto, ma e' troppo tardi. Eric mi ha anticipato.
Un'ultima foto davanti alla pianta della citta', poi ci salutiamo. Mi dicono "Alla prossima!" come se ormai avessero gia' in programma un'altra passeggiata... chissa'! E' gia' tardi e domani devono fare un'altro pezzo di strada.
Ma perche' uno sceglie di viaggiare a piedi, nel XXI secolo?
Per mettersi alla prova?
Per avere piu' tempo per se' stesso?
Per scoprire posti altrimenti mai immaginati?
Per viaggiare in armonia con l'ambiente?
Per aver poterlo raccontare, un giorno, ai propri figli?
Sam mi risponde garbatamente:
... perche' non c'e' un vero motivo.Risposta intelligente, bravo.
Saluti da Cerignola!
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Welcome to Cerignola
Eric ed i suoi compagni di viaggio sono arrivati a Cerignola con un giorno di anticipo.
Avevo inviato, come convenuto, una mail per comunicargli il mio numero di telefono, e quindi essere contattato al loro arrivo, ma non avevo ancora ricevuto risposta. Dopo ho appreso che la mia mail deve essere stata cestinata o smarrita, forse il solito filtro antispam.
Il destino ha deciso di farci incontrare lo stesso, assolutamente casualmente. Stavo andando al lavoro, ho svoltato ed ho visto quattro ragazzi con lo zaino sulle spalle... Ho iniziato a sorridere come uno scemo.
Mentre mi avvicinavo, pensavo di salutarli con una battuta, del tipo "finalmente siete arrivati, sono due giorni che aspetto!" o qualcosa del genere. Del resto, noi italiani siamo famosi nel mondo anche per Berlusconi che fa "Cu-cu!" alla Merkel :-) Invece mi sono limitato a chiedere "Walk for Italy?" dal finestrino della macchina.
Mentre parcheggiavo e scendevo, ho avuto la sensazione di una certa preoccupazione tra i miei amici pellegrini. Sentivo che bisbigliavano qualcosa in inglese, forse si domandavano "Che cosa vuole?". Quando ho chiamato Eric per nome e mi sono presentato, infatti, aveva l'aria molto preoccupata. La prima cosa che mi ha chiesto e' stata: "Come facevi a sapere che eravamo qui?". Domanda pertinente. D'ora in poi, vatti a fidare del GPS!
Una volta chiarito che abitavo a meno di cinquanta metri, e che passavo di li' per caso, mi e' parso che il clima si tranquillizzasse. Stasera appuntamento per una cena. Penso che si chiacchierera' un po'. So che utilizzano Google per pianificare il loro itinerario, io invece voglio fargli vedere la mappa di Openstreetmap e soprattutto la mappa delle fontanelle di acqua potabile.
Avevo inviato, come convenuto, una mail per comunicargli il mio numero di telefono, e quindi essere contattato al loro arrivo, ma non avevo ancora ricevuto risposta. Dopo ho appreso che la mia mail deve essere stata cestinata o smarrita, forse il solito filtro antispam.
Il destino ha deciso di farci incontrare lo stesso, assolutamente casualmente. Stavo andando al lavoro, ho svoltato ed ho visto quattro ragazzi con lo zaino sulle spalle... Ho iniziato a sorridere come uno scemo.
Mentre mi avvicinavo, pensavo di salutarli con una battuta, del tipo "finalmente siete arrivati, sono due giorni che aspetto!" o qualcosa del genere. Del resto, noi italiani siamo famosi nel mondo anche per Berlusconi che fa "Cu-cu!" alla Merkel :-) Invece mi sono limitato a chiedere "Walk for Italy?" dal finestrino della macchina.
Mentre parcheggiavo e scendevo, ho avuto la sensazione di una certa preoccupazione tra i miei amici pellegrini. Sentivo che bisbigliavano qualcosa in inglese, forse si domandavano "Che cosa vuole?". Quando ho chiamato Eric per nome e mi sono presentato, infatti, aveva l'aria molto preoccupata. La prima cosa che mi ha chiesto e' stata: "Come facevi a sapere che eravamo qui?". Domanda pertinente. D'ora in poi, vatti a fidare del GPS!
Una volta chiarito che abitavo a meno di cinquanta metri, e che passavo di li' per caso, mi e' parso che il clima si tranquillizzasse. Stasera appuntamento per una cena. Penso che si chiacchierera' un po'. So che utilizzano Google per pianificare il loro itinerario, io invece voglio fargli vedere la mappa di Openstreetmap e soprattutto la mappa delle fontanelle di acqua potabile.
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venerdì 8 maggio 2009
Walk for Italy: alla riscoperta della Via Francigena
Oggi ho appreso, grazie ad un'agenzia ANSA, del progetto di Eric Sylvers: Walk for Italy Si tratta di una bella iniziativa che si propone di riscoprire e rivalorizzare l'antico percorso della Via Francigena, utilizzata nei secoli scorsi dai pellegrini nei loro viaggi verso Roma o la Terrasanta.
Eric ha gia' percorso il tratto nell'Italia settentrionale, dal Passo del Gran San Bernardo a Roma, nel 2007. Ora è ripartito, in viaggio da Roma verso Otranto, lungo il percorso chiamato "Via Francigena del Sud".
Eric non seguirà un vero e proprio percorso predefinito. Si tratta più che altro di un'esplorazione, un lavoro di ricerca per ritracciare un percorso che nei secoli è stato cancellato.
Il suo viaggio ha molte attinenze con il Tour Bike della Transumanza, di cui ho già parlato: entrambi sono un viaggio alla riscoperta di antiche tradizioni che, dopo aver segnato -per secoli- la vita dei nostri avi, oramai sembrano essere state dimenticate nell'arco di pochi anni. Ma, soprattutto, un viaggio alla riscoperta del territorio, percorso lentamente, per meglio riflettere, assaporando questo paesaggio che a volte appare così maestoso e selvaggio, a volte così violentato. Anche queste cose devono far riflettere...
Io utilizzo un GPS, mi permette di conservare una "traccia" dei miei viaggi; una specie di taccuino spazio/tempo nel quale prendo nota di sensazioni, idee, paesaggi, monumenti, fontanelle, ma soprattutto: strade sterrate. Strade che, purtroppo, non hanno più un nome, né segnaletica, né manutenzione. Niente di niente. Dimenticate, scomparse, abbandonate, inutili. Né tantomeno trovano posto nelle cartografie digitali, tanto popolari oggigiorno.
Ad onor del vero, neanche nella cartografia ufficiale dello Stato: le carte IGMI dell'Abruzzo, consultabili sul Portale Cartografico Nazionale, non contengono più le indicazioni dei tratturi che da Celano e L'Aquila scendevano verso il Tavoliere.
Grazie al progetto Openstreetmap, al quale contribuisco, alcune di queste strade stanno riconquistando il loro "spazio" su una carta, che mi sembra il primo passo verso una ipotetica riqualificazione. E forse un pò di dignità che le avevamo rubato.
Il giorno 15 maggio Eric ed il suo gruppo di pellegrini arriveranno a Cerignola, dove pernotteranno, per ripartire l'indomani alla volta di Canosa di Puglia. Spero di avere la possibilità di conoscerli e camminare un pò con loro.
Eric ha gia' percorso il tratto nell'Italia settentrionale, dal Passo del Gran San Bernardo a Roma, nel 2007. Ora è ripartito, in viaggio da Roma verso Otranto, lungo il percorso chiamato "Via Francigena del Sud".
Eric non seguirà un vero e proprio percorso predefinito. Si tratta più che altro di un'esplorazione, un lavoro di ricerca per ritracciare un percorso che nei secoli è stato cancellato.
Il suo viaggio ha molte attinenze con il Tour Bike della Transumanza, di cui ho già parlato: entrambi sono un viaggio alla riscoperta di antiche tradizioni che, dopo aver segnato -per secoli- la vita dei nostri avi, oramai sembrano essere state dimenticate nell'arco di pochi anni. Ma, soprattutto, un viaggio alla riscoperta del territorio, percorso lentamente, per meglio riflettere, assaporando questo paesaggio che a volte appare così maestoso e selvaggio, a volte così violentato. Anche queste cose devono far riflettere...
Io utilizzo un GPS, mi permette di conservare una "traccia" dei miei viaggi; una specie di taccuino spazio/tempo nel quale prendo nota di sensazioni, idee, paesaggi, monumenti, fontanelle, ma soprattutto: strade sterrate. Strade che, purtroppo, non hanno più un nome, né segnaletica, né manutenzione. Niente di niente. Dimenticate, scomparse, abbandonate, inutili. Né tantomeno trovano posto nelle cartografie digitali, tanto popolari oggigiorno.
Ad onor del vero, neanche nella cartografia ufficiale dello Stato: le carte IGMI dell'Abruzzo, consultabili sul Portale Cartografico Nazionale, non contengono più le indicazioni dei tratturi che da Celano e L'Aquila scendevano verso il Tavoliere.
Grazie al progetto Openstreetmap, al quale contribuisco, alcune di queste strade stanno riconquistando il loro "spazio" su una carta, che mi sembra il primo passo verso una ipotetica riqualificazione. E forse un pò di dignità che le avevamo rubato.
Il giorno 15 maggio Eric ed il suo gruppo di pellegrini arriveranno a Cerignola, dove pernotteranno, per ripartire l'indomani alla volta di Canosa di Puglia. Spero di avere la possibilità di conoscerli e camminare un pò con loro.
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venerdì 24 aprile 2009
Vallelongabike e OpenStreetMap assieme... per i tratturi
L'associazione sportiva Vallelongabike e la comunita' italiana di OpenStreetMap hanno avviato una reciproca collaborazione per documentare lo stato dell'antico tratturo Celano-Foggia, utilizzato fino al secolo scorso per la transumanza.
Gia' da alcuni anni, infatti, gli appassionati bikers della Vallelongabike organizzano con grande successo il "Tour Bike della Transumanza", una manifestazione sportiva in mountain bike che ripropone l'antico viaggio dei pastori abruzzesi verso i pascoli invernali nel Tavoliere delle Puglie.
Questa manifestazione collega le città di Villavallelonga (AQ) ed Orta Nova (FG) in un grande gemellaggio culturale e sportivo, che si arricchisce ulteriormente in ogni localita' attraversata grazie alla partecipazione sincera della popolazione la quale, orgogliosamente, vede rivalorizzarsi quel patrimonio di identita' culturale che forse temeva di aver perso.
Ogni estate i bikers partono per ripercorrere gli antichi sterrati della transumanza in un entusiasmante viaggio che, nell'arco di tre giornate, li portera' a coprire la distanza di 350 Km che separa le due localita'.
Purtroppo una parte di quegli antichi tratturi sono ormai stati trasformati in strade asfaltate, o peggio.
Ogni anno, in primavera, gli organizzatori verificano le condizioni del tracciato sterrato e lo rilevano con l'ormai onnipresente GPS.
La traccia del percorso viene poi pubblicata sul sito dell'Associazione, per essere utilizzata dai partecipanti al tour bike o dai semplici curiosi.
Quest'anno si celebrera' la sesta edizione del tour bike e, con l'occasione, e' stata avviata una fattiva collaborazione con la comunita' italiana di OpenStreetMap.
Il progetto OpenStreetMap si propone di realizzare una mappa digitale mondiale, liberamente utilizzabile.
Gli appassionati mappers di OSM contribuiscono al progetto donando le tracce GPS, che vengono poi elaborate dalla comunita' con una modalita' wiki, secondo gli stessi principi di liberta' culturale che anima altri progetti collaborativi, come Wikipedia.
I dati pubblicati da OSM possono essere utilizzati, gratuitamente, per una infinita' di scopi, tra cui la realizzazione di mappe tematiche dedicate ad escursionisti e bikers.
In queste mappe vengono posti in evidenza i temi che rivestono maggiore importanza (fontanelle di acqua potabile, tratturi, orografia, idrografia) rispetto ai temi generalmente presenti in tutte le cartografie digitali, piu' orientate ai viaggi in automobile (e che quindi evidenziano le autostrade anziche' i tratturi).
La collaborazione tra le due realta' e' stata quindi una evoluzione naturale per due progetti che traggono beneficio l'uno dall'altro.
Vallelongabike ha donato al progetto Openstreetmap le tracce GPS raccolte durante le passate edizioni, che sono state elaborate dai mappers OSM e sono ora pubblicate assieme agli dati continuamente aggiornati.
Questa "mappa" digitale, liberamente accessibile, e' ora pronta per essere stampata o installata nei ricevitori GPS predisposti.
I vantaggi sono evidenti: i partecipanti al tour bike, piuttosto che "navigare" una singola traccia, avranno a disposizione un grafo stradale routabile, molto utile agli organizzatori per variazioni improvvise del percorso in caso di pioggia o per ogni altra necessita'.
Saranno anche presenti, come gia' detto, alcune categorie di POI particolarmente utili ai bikers: le fontanelle dell'acqua potabile, i negozi specializzati nella vendita di ricambi per biciclette, gli alberghi, i ristoranti...
Infine, OpenStreetMap partecipera' alla prossima edizione del tour bike per raccogliere direttamente ulteriori dati lungo il percorso ed arricchire il proprio database (e quindi le mappe delle edizioni successive del "tour bike").
Invitiamo quindi tutti gli appassionati, siano essi mappers o bikers (o entrambi!) a partecipare numerosi alla manifestazione, che si terra' dal 5 all'8 agosto 2009.
Avranno la possibilita' di ripercorrere antichi tratturi, in un viaggio straordinario che li portera' ad attraversare tre regioni nel pieno rispetto dell'ambiente, tra paesaggi mozzafiato e gente schietta che abita in paesi fuori dal tempo, in un gruppo di amici che condividono la stessa passione per le ruote grasse, l'ambiente, le tradizioni, la geografia.
Per ulteriori informazioni:
http://www.vallelongabike.net
http://wiki.openstreetmap.org/wiki/MTB_mapping_tour_2009
Gia' da alcuni anni, infatti, gli appassionati bikers della Vallelongabike organizzano con grande successo il "Tour Bike della Transumanza", una manifestazione sportiva in mountain bike che ripropone l'antico viaggio dei pastori abruzzesi verso i pascoli invernali nel Tavoliere delle Puglie.
Questa manifestazione collega le città di Villavallelonga (AQ) ed Orta Nova (FG) in un grande gemellaggio culturale e sportivo, che si arricchisce ulteriormente in ogni localita' attraversata grazie alla partecipazione sincera della popolazione la quale, orgogliosamente, vede rivalorizzarsi quel patrimonio di identita' culturale che forse temeva di aver perso.
Ogni estate i bikers partono per ripercorrere gli antichi sterrati della transumanza in un entusiasmante viaggio che, nell'arco di tre giornate, li portera' a coprire la distanza di 350 Km che separa le due localita'.
Purtroppo una parte di quegli antichi tratturi sono ormai stati trasformati in strade asfaltate, o peggio.
Ogni anno, in primavera, gli organizzatori verificano le condizioni del tracciato sterrato e lo rilevano con l'ormai onnipresente GPS.
La traccia del percorso viene poi pubblicata sul sito dell'Associazione, per essere utilizzata dai partecipanti al tour bike o dai semplici curiosi.
Quest'anno si celebrera' la sesta edizione del tour bike e, con l'occasione, e' stata avviata una fattiva collaborazione con la comunita' italiana di OpenStreetMap.
Il progetto OpenStreetMap si propone di realizzare una mappa digitale mondiale, liberamente utilizzabile.
Gli appassionati mappers di OSM contribuiscono al progetto donando le tracce GPS, che vengono poi elaborate dalla comunita' con una modalita' wiki, secondo gli stessi principi di liberta' culturale che anima altri progetti collaborativi, come Wikipedia.
I dati pubblicati da OSM possono essere utilizzati, gratuitamente, per una infinita' di scopi, tra cui la realizzazione di mappe tematiche dedicate ad escursionisti e bikers.
In queste mappe vengono posti in evidenza i temi che rivestono maggiore importanza (fontanelle di acqua potabile, tratturi, orografia, idrografia) rispetto ai temi generalmente presenti in tutte le cartografie digitali, piu' orientate ai viaggi in automobile (e che quindi evidenziano le autostrade anziche' i tratturi).
La collaborazione tra le due realta' e' stata quindi una evoluzione naturale per due progetti che traggono beneficio l'uno dall'altro.
Vallelongabike ha donato al progetto Openstreetmap le tracce GPS raccolte durante le passate edizioni, che sono state elaborate dai mappers OSM e sono ora pubblicate assieme agli dati continuamente aggiornati.
Questa "mappa" digitale, liberamente accessibile, e' ora pronta per essere stampata o installata nei ricevitori GPS predisposti.
I vantaggi sono evidenti: i partecipanti al tour bike, piuttosto che "navigare" una singola traccia, avranno a disposizione un grafo stradale routabile, molto utile agli organizzatori per variazioni improvvise del percorso in caso di pioggia o per ogni altra necessita'.
Saranno anche presenti, come gia' detto, alcune categorie di POI particolarmente utili ai bikers: le fontanelle dell'acqua potabile, i negozi specializzati nella vendita di ricambi per biciclette, gli alberghi, i ristoranti...
Infine, OpenStreetMap partecipera' alla prossima edizione del tour bike per raccogliere direttamente ulteriori dati lungo il percorso ed arricchire il proprio database (e quindi le mappe delle edizioni successive del "tour bike").
Invitiamo quindi tutti gli appassionati, siano essi mappers o bikers (o entrambi!) a partecipare numerosi alla manifestazione, che si terra' dal 5 all'8 agosto 2009.
Avranno la possibilita' di ripercorrere antichi tratturi, in un viaggio straordinario che li portera' ad attraversare tre regioni nel pieno rispetto dell'ambiente, tra paesaggi mozzafiato e gente schietta che abita in paesi fuori dal tempo, in un gruppo di amici che condividono la stessa passione per le ruote grasse, l'ambiente, le tradizioni, la geografia.
Per ulteriori informazioni:
http://www.vallelongabike.net
http://wiki.openstreetmap.org/wiki/MTB_mapping_tour_2009
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